Xiaomi Mi Drone
- Prezzo
- Manovrabilità
- Durevolezza
- Camera
- Batteria
- FPV
Riassunto
Xiaomi MI Drone è un vero gioiello dalla linea accattivante, la soluzione dei carrelli ripieghevoli lo rende comodamente trasportabile in uno spazio veramente ridotto, se verranno colmate le lacune sulle app è una macchina da tenere assolutamente in considerazione, dato il rapporto qualità/prezzo.
Adatto sia ai neofiti che agli utilizzatori più esigenti, e sicuramente molto più divertente una volta sbloccate le funzionalità avanzate.
User Review
( votes)Recensione XIAOMI MI Drone
Introduzione
Quando ho ricevuto il pacco dal corriere il primo pensiero è stato “ma chi mi ha spedito un notebook?”…
Stupore quando aprendo il primo imballo, che protegge l’involucro originale, mi sono accorto che si trattava del nuovissimo “XIAOMI MI Drone”, disponibile su Gearbest sia in versione 4K che in versione 1080p al prezzo di 500 euro, e su Banngood alla poco meno di 500 euro.
Ringrazio pubblicamente Gearbeast per avermi dato la possibilità di testare e recensire questa nuova perla tecnologica.
Xiaomi non ha lesinato, ha voluto offrire all’utente “beginner” tutto quello che si vorrebbe da un prodotto del genere: semplicità d’utilizzo, affidabilità, foto e video superiori alla media, il tutto ad un costo assolutamente concorrenziale.
MI Drone è il diretto concorrente del DJI Phantom 3 Advanced e dello Yuneec Q500, avendo bene o male le stesse caratteristiche a livello di sensoristica, datalink, funzionalità e resa audiovisiva.
Ha però a mio parere una linea molto più gradevole in pieno stile “cupertino”, non è il classico “drone panzerotto luccicante”, le plastiche sono “bianco satinato”, le linee più aerodinamiche, insomma il design è stato ottimamente curato nei minimi dettagli.
In questa recensione non entrerò nello specifico su tecnicismi e caratteristiche approfondite, ci sono già una miriade d’articoli che lo descrivono meticolosamente.
Proverò invece a mettermi nei panni dell’utilizzatore che non ha mai pilotato un drone e che potrebbe considerare “MI” come il suo primo oggetto volante radiocomandato, cercando di guidarlo in questo possibile acquisto.
Le necessità più blasonate del “beginner” sono sempre quelle, “dev’essere facile da utilizzare, non deve darmi problemi, deve poter produrre filmati e foto stabili, non deve costarmi troppo”… a “MI” non manca nulla di tutto questo, Xiaomi ha fatto centro, anche se purtroppo si è trovata sul mercato una concorrenza spietata, che domina imperterrita da due anni con configurazioni analoghe.
Ha scelto quindi di curare maniacalmente le linee e rendere il tutto molto più gradevole, e credo che ci sia riuscita.
Molti di voi avranno notato che l’immagine introduttiva di questa recensione mostra il drone senza le eliche installate.
E’ stata una scelta voluta, poiché le eliche dovrebbero essere l’ultimo componente da montare sul drone, solo quando si è certi che tutto il resto funziona alla perfezione.
Anche Xiaomi ha pensato alla sicurezza ed ha creato una sorta di blocco elettronico iniziale sulla macchina, si devono raggiungere almeno 300 minuti di volo effettivo per sbloccare le funzionalità avanzate, quali la navigazione a waypoint, il cerchio attorno ad un punto d’interesse (il famoso “POI”) ed i limiti di distanza ed altezza dal punto di decollo.
“MI” può inizialmente allontanarsi da noi solo di 100 metri ed alzarsi di 50, questi limiti mi hanno portato a lesinare sulla qualità delle riprese e dei soggetti che trovate nel video in coda all’articolo.
Inizialmente ho pensato che la scelta di Xiaomi fosse alquanto azzardata, infatti l’utilizzatore abbastanza esperto vorrebbe da subito poterne testare tutte le effettive potenzialità, invece dovrà anche lui farsi “300 minuti di sofferenza” per sbloccare la situazione.
Tali limiti sono imposti nel firmware e nelle applicazioni dedicate legate all’account utente, e c’è ben poco da fare.
Quel che da noia è il tempo di ricarica della batteria, circa 90 minuti da completamente scarica.
Quindi considerando i 25 minuti garantiti di volo ed i 90 di ricarica possiamo semplicemente calcolare che avendo a disposizione un solo pacco LiPo ci vorranno quasi 20 ore in totale per poter fare “il salto di prestazioni”.
Questa castrazione mi ha portato ad effettuare solamente “due giri di batterie” con il “MI”, ma credo che per l’utilizzatore novizio tale imposizione sia assolutamente una scelta azzeccata, dovrà acquisire un minimo d’esperienza prima di potersi spingere oltre e con la “foga del giochino nuovo” ci metterà pochissimo a raggiungere quel traguardo, quindi il mio plauso va a Xiaomi.
Cosa c’è all’interno della scatola
Nell’imballo troviamo tutto quel che ci serve per far volare il drone, ma sarà necessario fornirsi di smartphone o tablet “Android o iOS” con display non superiore a 6 pollici, altrimenti non si riuscirà ad alloggiarlo nel comodo supporto a scomparsa presente nel radiocomando.
I comparti sono numerati, in modo da guidare l’utente nella preparazione della macchina, anche se c’è ben poco da fare.
All’interno della confezione troviamo:
- Corpo centrale del drone senza batteria, eliche e gimbal installati
- 8 eliche “10×4.6” pollici, autoserranti in nylon, con capocchia centrale asportabile
- Carica batterie con cavo d’alimentazione non in standard europeo
- Batteria “LiPo, 4S, 14.8V, 5100 mAh”
- 4 paraeliche
- Cavo USB/MicroUSB
Gimbal e Camera
Il gimbal a 3 assi viene fornito in una confezione a parte, e s’aggancia allo Xiaomi Mi Drone con un sistema a clip molto comodo, s’installa in un istante, nessun cavo da raccordare manualmente, pulizia estrema.
ll sensore a bordo del comparto cam è un “Sony Exmor R BSI CMOS” da 16 MP, mentre il chipset, il processore dell’immagine, è un “Ambarella”.
La risoluzione massima video è “1080p a 60 fps”, mentre per le foto “4608 x 3456”, quindi 15.93 MP.
Nella versione “4k” si può registrare ad un massimo di 30 fps, la qualità fotografica pare sia la medesima, chiedo venia ma non ho al momento potuto testare il “fratellino maggiore”.
Sul retro della sfera contenente l’ottica risiede l’alloggio per una “MicroSD, massimo 64 Gb” sulla quale verranno registrati filmati e le foto, ed una ventolina per raffreddare il sistema.
Interessante la possibilità di scomporre in un istante il gimbal in due sezioni, separando il corpo camera dal sistema d’ammortizzazione e raccordo al drone, sicuramente progettato da Xiaomi per un futuro upgrade come “handy cam”.
I motori
La motorizzazione del drone Xiaomi Mi è nella media per questa classe, “brushless 2122 da 800Kv”, quel che non m’aggrada è l’etichetta adesiva che avvolge la campana, sovrapposta sui lembi estremi di circa due millimetri, con il calore prodotto dagli avvolgimenti potrebbe scollarsi dal motore e causare spiacevoli inconvenienti, una serigrafia sarebbe stata la scelta migliore.
La grata metallica d’aerazione per i regolatori è una finezza che ho molto apprezzato, quando un prodotto è ben curato si vede anche dalle piccole cose.
Sarebbe bastata l’asola con una griglia stampata nel frame, ma Xiaomi ha voluto dare un tocco di classe a quest’obbligata apertura.
Le eliche autoserranti sono di plastica, anche se viene menzionata una sorta di “fibra”, molto morbide rispetto ad altre, dieci pollici è una dimensione standard per queste motorizzazioni.
Hanno la capocchia superiore asportabile, questo permette con un apposito strumento di controllarne il bilanciamento.
Anche in questo caso Xiaomi ha fatto “un qualcosa in più rispetto ad altri”, ove sovente per controllare il bilanciamento bisogna ricorrere a stratagemmi empirici, spesso imprecisi.
Il radiocomando
Il radiocomando dello Xiaomi Mi Drone è alquanto ergonomico, molto leggero, minimale al massimo.
E’ provvisto d’un meccanismo nella parte superiore che permette d’estrarre il supporto a scomparsa atto ad alloggiare uno smartphone o un tablet, di dimensioni comunque non superiori a 6 pollici.
Questa è una scelta che non mi trova d’accordo, personalmente preferisco avere il video remoto su un display minimo 8 pollici, e l’unica soluzione in questo caso è trovare un’alternativa per fissarlo al radiocomando, magari utilizzando qualche adattatore reperibile in commercio da applicare sulla clip per la cinghia a tracolla.
Sul frontale, oltre ai due sticks di controllo dell’assetto, con ritorno forzato al centro, spicca in risalto lo switch rosso fuoco per il “ritorno a casa”, anche in questo caso poche possibilità di sbagliarsi, verso destra il drone esegue l’RTL e verso sinistra torna in modalità blocco gps/altitudine.
In basso a sinistra si nota il pulsante d’accensione, ed a destra quello per il decollo/atterraggio automatico.
Le due antenne sono ripieghevoli, una ricetrasmette il segnale sulle frequenza 2.4 Ghz (WiFi) per gestire l’avionica del drone, e l’altra sui 5.8 GHz per lo stream video digitale.
Nella parte superiore si trovano due rotelle (potenziometri), una per il tilt del gimbal e l’altra per il controllo della luminosità, sul retro due pulsanti per gestire start/stop della registrazione video e scattare foto.
Nella parte inferiore, protette da un tappo ergonomicamente sagomato, troviamo una porta “MicroUSB” per ricaricare le batterie incorporate del radiocomando e una porta USB femmina per il cavetto da raccordare al cellulare.
Con lo stesso cavetto (visibile nella seguente foto, in basso a sinistra) è possibile ricaricare la batteria interna del radiocomando tramite una qualsiasi porta USB standard, ad esempio quella di un qualsiasi PC, ma con una corrente non superiore a 500 mAh, quindi con tempi relativamente brevi.
La batteria
Il carica batterie mi è arrivato con la presa di rete non standard, male da poco poiché possiedo quel tipo di cavetto, “Xiaomi ti da la carota e poi tira fuori il bastone”… e che costava fornire un adattatore, presente ormai un pò ovunque nei prodotti provenienti dalla Cina che richiedono alimentazione di rete?
La batteria collegata a questo charger impiegherà circa 90 minuti a ricaricarsi se completamente scarica, e fornirà al drone un’autonomia effettiva di circa 25 minuti.
Sicuramente effettuare una carica così lenta ha i suoi vantaggi per la salvaguardia del pacco batterie, ma nella media le celle LiPo si possono caricare ad “1 C” senza danneggiarle, quindi in “soli 60 minuti”, quei 30 in meno avrebbero fatto comodo.
Non ho potuto testare quel che ora riporto ma con buona probabilità all’interno del pacco LiPo esiste un circuito elettronico che permette di mettere le celle in storage in maniera totalmente autonoma.
Ho invece riscontrato che quando la batteria è troppo calda, ad esempio immediatamente a fine volo, la ricarica non parte istantaneamente, è una corretta protezione, da noia ma dev’essere così.
Entrando un attimo nel “DIY” credo sia fattibile poter tagliare il connettore di ricarica e con un semplice adattatore fatto in casa ricaricare le batterie con un qualsiasi charger che sopporta le celle al piombo… si, avete letto bene, piombo, non mi dilungo nello spiegarvi perché, il web esiste anche per questo.
Il pulsante rosso sul pacco LiPo serve per accendere il drone, la procedura è spudoratamente copiata dal “DJI Phantom 3”, anche la sequenza dei led è la medesima, questo mi fa pensare che forse Xiaomi si sia rivolta alla leader mondiale dei droni consumer per farsi progettare il “MI”, troppe cose sono tangibilmente identiche.
Il vano batteria del “MI” presenta contatti ridondati, sia per l’alimentazione principale che per il controllo dello stato da parte della FCU, ottima mossa Xiaomi!
Carrelli retrattili
Mi stavo dimenticando di rovesciare il drone!
I carrelli sono retrattili manualmente, con un serraggio meccanico in entrambi gli stati, questo permette a “MI” d’esser trasportabile con un ingombro veramente lesinato.
Sul terminale di ogni braccio c’è una piccola conchetta bianca che protegge i led di posizione, ben visibili anche in pieno sole.
Sono posizionati in “standard aeronautico”, anche questa è una finezza non trascurabile!
Adiacente al vano batteria troviamo un sistema di rilevamento della distanza dal suolo tipo “sonar” ed una piccola microcamera da 2 Mp per il posizionamento ottico, cioè per il mantenimento della posizione anche in assenza del segnale gps.
Sia il sonar che l’optical flow funzionano fino a pochi metri d’altezza dal suolo.
In volo
Per portare in volo Xiaomi Mi è necessario scaricare l’applicazione per il cellulare dal loro sito, o dai social che trattano questo drone.
Non mi soffermo troppo sulla parte “app” poiché al momento è alquanto spartana, tradotta male in inglese dal cinese, non priva di bug, abbastanza macchinosa e con un refresh video al limite della decenza.
I miei test sono stati effettuati utilizzando un “LG G5”, quindi l’attuale top gamma della casa coreana, eppure è stata una grossa delusione.
Ebbene si, sino ad ora in questa recensione i miei complimenti a Xiaomi si sono forse sprecati, ma sul comparto “app” stendiamo un velo pietoso.
Sarò quindi spietato: fa quel che dovrebbe fare, ma lo fa male, ad esempio il video remoto ha un ritardo non indifferente.
Sono certo che a breve usciranno versioni più stabili, ma al momento con DJI non c’è paragone, un altro pianeta.
L’augurio è che Xiaomi corra al più presto ai ripari, in modo da poter colmare questa grossa lacuna.
Ultimo ma non meno importante, almeno a noi che scriviamo recensioni la versione “sbloccata per le funzionalità avanzate” sarebbe stata cosa gradita, o ci vediamo costretti a scrivere solo quel che possiamo effettivamente provare.
Accendo il radiocomando, successivamente il drone, eseguo la calibrazione del compass, attendo il fix del gps, monto le eliche e sono pronto per decollare.
Per armare i motori basta mantenere entrambi gli sticks in basso rivolti verso il centro finché le eliche non iniziano a ruotare, con un filo di throttle oltre il 50% il drone decolla.
“MI” si dimostra da subito stabilissimo e docile ai comandi, di una semplicità disarmante.
Il mantenimento di posizione ed altezza è perfetto, son certo che l’unità gps installata sotto la scocca è un “U-Blox M8N”, ed il barometro forse il solito “MS5611”.
Ho effettuato ripetuti “torna a casa” ed il drone è sempre atterrato non oltre un metro dal punto di decollo, qualche volta ha sbagliato di pochi centimetri.
Purtroppo i limiti “beginner” imposti dall’app non mi hanno permesso di testarne tutte le effettive potenzialità, anche la distanza dei 100 metri è un blocco non da poco per chi possiede già un po’ d’esperienza con questa tipologia di macchine.
La qualità della camera
La qualità fotografica del drone, considerando le dimensioni del sensore, è ottima, anche se purtroppo noto dai dati “EXIF” (nell’immagine superiore, a destra) che gli scatti non sono georeferenziati.
Forse un bug o una svita, mi auguro che Xiaomi corregga questo errore.
I video: fantastici, qualità paragonabile a quella del “DJI Phantom 3 Advanced”, oserei azzardare un “forse un qualcosa in più”.
La stabilizzazione meccanica/digitale è pressoché perfetta, anche se noto il famoso “effetto fisheye”, alquanto fastidioso considerando che “la concorrenza lo rimuove digitalmente”.
Le tonalità dei colori variano purtroppo a seconda del soggetto inquadrato se si opera in “automatico”, ma in manuale la resa è più che accettabile.
Altro neo alquanto sgradevole, l’orizzonte artificiale spesso sbolla, probabilmente è necessaria una miglior calibrazione del gimbal, o una più accurata routine di livellamento da parte degli sviluppatori .
Insomma, piccole cose che comunque disturbano l’occhio attento, si spera che in future release del firmware queste “sviste” vengano risolte.
Durante l’operazione di upgrade, completamente automatica (imperativo esser connessi in Internet ovviamente) vengono aggiornate tutte le schede elettroniche del drone: flight control, gimbal, camera, batteria e radiocomando.
In merito alla qualità del link di controllo, con 100 metri di raggio e 50 d’altezza c’è ben poco da testare, mai avuto nessun tipo di problema, segnale sempre stabile.
La casa costruttrice garantisce oltre 1500 metri di range dal punto di controllo/decollo, anche se vi ricordo che a scopo ludico il drone dovrebbe esser pilotato “a vista” (senza guardare lo smartphone), a non oltre 200 metri di raggio e 70 d’altezza, e solo negli spazi adibiti a tale scopo.
Il cielo è una zona tremendamente vasta, apparentemente sgombra, ma non va mai dimenticato che esistono limiti d’impiego anche per questi “giocattoli”, non si possono utilizzare ovunque, quindi vi consiglio vivamente di documentatevi inizialmente sul web.
Per una vostra valutazione sulla resa dei filmati ho velocemente prodotto un video con i vari test che si eseguono di routine, sul quale non ho volutamente applicato alcun sistema di “post processing” dell’immagine, sia a livello cromatico che di stabilizzazione, il filmato è “come esce dal drone” con le impostazioni di base, tutto in automatico, come l’utente lo troverà senza addentrarsi nei meandri dei settings manuali.
Nota che può esser importante, sicuramente non trascurabile, “Mi” registra anche l’audio nei filmati, dall’app si può disattivare quest’opzione, che per alcuni potrebbe esser marginale, ma avere un feedback sonoro di quel che sta succedendo ai propulsori del drone durante il volo potrebbe esser di notevole aiuto post crash.
Conclusione
Xiaomi MI Drone è un vero gioiello dalla linea accattivante, la soluzione dei carrelli ripieghevoli lo rende comodamente trasportabile in uno spazio veramente ridotto, se verranno colmate le lacune sulle app è una macchina da tenere assolutamente in considerazione, dato il rapporto qualità/prezzo.
Adatto sia ai neofiti che agli utilizzatori più esigenti, e sicuramente molto più divertente una volta sbloccate le funzionalità avanzate.
Il Drone Xiaomi MI è disponibile su Gearbest sia in versione 4K che in versione 1080p al prezzo di 500 euro, e su Banngood alla poco meno di 500 euro.
Meglio fornirsi da subito di almeno due pacchi batterie aggiuntivi, o “la fatica supererebbe il gusto” 😉
Ciao,
Non so se hai notato 2 fantastiche App 😛 per Android:
Italian Airspace Lite
https://play.google.com/store/apps/details?id=info.minniti.italianairspacelite
e
Italian Airspace Pro
https://play.google.com/store/apps/details?id=info.minniti.italianairspacepro
molto utilizzate anche in ambito APR
Buoni voli
Sebastiano
Ottima recensione.
Nel frattempo (oggi è il 14.01.2017), Banggood dice di proporre il modello perfetto, rivisto e corretto di tutti i bugs che come spesso accade affliggono i giovani prodotti tecnologici.
La versione a 4K, a quanto pare non esiste o non è ancora stata rilasciata (non si sa). In commercio c’è solo la 1080p.
Christian
Come funziona per la dogana? Quanto si paga di tasse e dazio?
Ciao Roberto,
La dogana non è che la paghi sempre… Diciamo che se sei sfigato ti fermano il pacco e ti fanno pagare appunto il dazio. Solitamente è una percentuale sul valore del prodotto
Ciao io ho acquistato il mio primo drone ovviamente uno Xiaomi, ma ho delle domande da fare, se qualcuno (spero più esperto di me) può rispondere ne sarei grato.
La prima se questo drone si può usare in casa/capannone, ho letto su un forum che uno ha provato ma si è “schiantato” ( ma non so se ha sbagliato lui)
Ho provato (al mio terzo volo) la funzione Orbit il drone gira perfettamente ma tiene il “muso” in avanti, ma se io devo riprendere per ipotesi il piano x di una torre è possibile farlo “traslare” così da tenere l’inquadratura frontalmente con l’oggetto appunto che devo riprendere.
Vi ringrazio e saluto
Ciao Piero,
puoi volare tranquillamente indoor ma devi fare più attenzione rispetto outdoor perchè solitamente gli spazi sono più ristretti..
Ti ringrazio ma hai uno Xiaomi?
Perché ho letto che uno si è “schiantato” perché il drone ha cominciato a girare su se stesso
Si sa niente se è uscita la versione 4k aggiornata su banggood o su Gearbest ? cosa più importante coupon code si trovano ? 😀
Si è uscita!
ciao Riccardo, acquistato il 4k. Tra i vari menù c’è anche l’headless mode? Grazie
Giuliano
ciao riccardo sono in procinto di acquistare il mio primo drone, e sono indeciso fra lo xiaomi e il phantom 3 advanced… ero propenso sul primo ma i bug del app mi hanno desistito, sai se l hanno risolti?
Scusate una domanda per scrupolo. ..I 4k sono reali o interpolati?
salve io lo acquistato vi chiedevo informazione ho un problema dopo avere cablato il tutto e scaricato l’app accendo il rc ma il pulsante decollo e atterraggio rimane rosso i motori non girano ho provato la calibrazione ma nulla la cam funziona il gps non va oltreha 6 ma il rc non fa partire i motori voi sapete aiutarmi? grazie
ciao Riccardo. Ho il 4k, tutto come hai descritto. Volevo sapere se ha l’headless mode. Grazie
Giuliano
Ciao Giuliano,
si è presente 😉
Ciao a tutti.
Vorrei comprare il mio (e di mio figlio) :smiley: secondo drone(il primo radiofly spacelight pro si è bruciato ignomignosamente). Ho trovato uno Xiaomi mi drone 1080p con 83 decolli 9 km percorsi e nessun danno. Con zaino, amplificatori di segnale Wi-Fi sui 320 euro. Vale la pena o conviene andare sul 4k? Grazie!
Ciao Roberto,
dipende dall’utilizzo che vuoi farne. A mio parere può bastare il 1080p. PS: hai un computer in grado di gestire file in 4K? 😉
Ciao, ottima recensione, volevo capire una cosa se su questo drone è possibile caricare coordinate GPS da poterlo utilizzare per rilievi in ambito lavorativo da geomtra per capirsi.
Mi sembra che il Phantom lo faccia questo non riesco a capirtlo, grazie 😉
Ciao Federico,
si è possibile farlo tramite l’app anche se ti consiglio di affidarti a un drone DJI per effettuare rilievi.
Scusa il voto alla camera è stata data da un non vedente? Penosa lavora decentemente in favore di luce….. ottimo stabilizzatore, ma gruppo ottico e cmos sono penosi….. hai visto delle foto al 100%? Sembrano estrusioni 3d stile google earth. Dai perdete di credibilita…. un djj sSE quasi stesso prezzo da 10 a 0 salvo inovering e in return to home. Poi non ce un dng! Questi sono i casi che mi chiedo quanto puoi affidarti ai blog? Senza nulla togliere eeee!! Manovrabilità 3 giusto, Camera 2!!! di notte non scatti……. invito a provare un ph3 SE da 500 euro. PS produttore droni, possessore xiaomi 2 pezzi + inspire. testato tutta la serie djj nel campo photo \ video.
ti invito invece a guardare video confronti https://www.youtube.com/watch?v=AVtUS0ZBSlU